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Rubriche : lettere alla gazzetta

Lorenzo Poliselli, I have a dream: storia di un ragazzo che voleva scrivere

domenica, 4 agosto 2019, 21:02

di lorenzo poliselli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa testimonianza di un nostro ex collaboratore e collega, Lorenzo Poliselli, il più giovane aspirante giornalista passato da queste parti:

Non esiste il momento sbagliato per inseguire un sogno, per renderlo vivo, per provare a trasformare la passione nel fulcro delle tue giornate. 

Avevo appena compiuto sedici anni la sera in cui dentro di me sentii la frase: “Io diventerò un giornalista”. Era l’agosto del 2015 e i due assidui pensieri erano godermi a pieno l’ultima parte della stagione estiva e l’avvicinarsi della terza superiore.

Rientrato a casa mi imbattei in uno speciale del giornalista sportivo che più apprezzo, il quale raccontava della vita del più grande cestista di tutti i tempi, idolo di ogni giocatore di pallacanestro come il sottoscritto: Michael Jordan.

La voce narrante quella di Federico Buffa, vero e proprio guru della mia esperienza tutt’ora. Quella fu la scintilla, dovevo provare a conciliare la passione dello sport con quella della scrittura, ma soprattutto l’obiettivo, mai nascosto, divenne quello di riuscire ad ammaliare le persone come solo ‘l’avvocato’ riesce a fare.

Contattai varie redazioni locali e fra risposte poco convinte o mai giunte arrivò la telefonata di Aldo Grandi, direttore delle Gazzette, che necessitava di un collaboratore sulla parte sportiva di Viareggio. A quattro anni da quel momento posso dire con certezza che quell’uomo fu folle. Decise di dare in mano ad un sedicenne la cronaca delle tre squadre principali del territorio: il Viareggio 2014 neopromosso in Serie D, la Pallacanestro Femminile al primo anno di Serie A2 e il CGC Hockey, un vanto per Viareggio non solo nei confini nazionali.

Tra spavento ed emozione accettai la sfida.

Raccontare le vicende, provvedere alla cronaca delle gare delle compagini sopracitate, presentarmi e far rispettare le mie idee a giocatori, allenatori e dirigenti di cui sarei potuto essere il figlio se non il nipote. Tutto ciò doveva essere conciliato con la scrittura degli articoli ed i tempi di una redazione, qualcosa di a me sconosciuto fino a poche settimane prima.

Aldo Grandi ha sempre definito il suo giornale come una ‘palestra di giornalismo’. Posso affermare fermamente che una definizione più azzeccata non sarebbe stata possibile da trovare. Ero al pari di colleghi affermati, con esperienza pluridecennale e tutto ciò che io pubblicavo doveva obbligatoriamente passare dal paragone con i loro elaborati. Da tanti di essi ho imparato qualcosa nel modo di essere giornalisti.

Alle Gazzette non mi sono mai state tarpate le ali, privato di esprimere pareri su vicende che fossero o meno legate al mondo dello sport, il tutto coadiuvato da un lavoro di squadra e motivazionale che il direttore ha sempre visto come assoluta priorità. Le Gazzette oltre che ambiente di lavoro sono luogo dove ritrovarsi, da realtà differenti, in situazioni di vita diverse, per passare una serata tutti insieme all’insegna di quell’ideale che non tutti hanno saputo perseguire fino in fondo: il piacere e la libertà nello scrivere. 

In me, con il tempo, passione e competenza sono aumentate e ho cercato di muovermi anche in ambiti diversi da quelli che solitamente seguivo.

Nel 2017 mi occupo della formazione primavera del Napoli, impegnata nel torneo di Viareggio, per il giornale online partenopeo “Calcio Napoli 24”, per poi passare l’anno dopo alla conduzione degli incontri culturali organizzati dal teatro comunale di Capannori. 

Contattando un’emittente televisiva di Reggio Emilia effettuo due telecronache del torneo amichevole “Carloni” in quel di Lucca, pallacanestro A1, dove la Grissin Bon ha affrontato l’Olimpia Milano ed il Pistoia, questo sempre nel 2017. 

In tutto ciò ho conseguito il diploma di Liceo Scientifico delle scienze applicate la scorsa estate, iniziando a pensare quale fosse il modo corretto di proseguire gli studi senza interrompere la carriera giornalistica, che nel frattempo mi ha visto ottenere l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti poco dopo aver compiuto 18 anni.

Tra le diverse facoltà universitarie che mi allettavano scelsi quella di Giurisprudenza ed uno dei migliori atenei italiani di tale disciplina è quello di Modena e Reggio Emilia.

L’ultimo capitolo della mia vita è tinto a strisce gialloblù.

L’Emilia-Romagna mi convinse quando giunse la risposta tanto attesa dal principale giornale della Regione: “Il Resto del Carlino”, che accettava la mia candidatura.

La collaborazione con una testata di tale portata fu grande fonte di stimolo per me, dopo la palestra era il momento di scendere in campo con umiltà e voglia di imparare ancora.

Nel frattempo entro in contatto con il Modena Calcio a 5, squadra al primo anno di vita che avrebbe partecipato al campionato di C1, che mi propone di commentarne le gare trasmesse sia sulla pagina Facebook della società, ma anche su di un’emittente televisiva visibile in tutta la Regione.

Telecronache ed interviste mi sono sempre piaciute di più rispetto allo scrivere, colsi al volo l’opportunità.

Ad inizio 2019 al Modena Calcio a 5 viene proposto uno spazio televisivo in prima serata ogni settimana dove poter inserire una trasmissione interamente dedicata al futsal.

Nasce così “Futsal Time”, il programma che conduco da circa sei mesi.

La telecamera mi spaventò all’inizio, non sapevo bene come muovere il corpo, ammetto di esser stato un po’ impacciato.

Della trasmissione mi piace la preparazione, il dover contattare gli ospiti e strutturare la puntata con contenuti ed argomenti, per non parlare della tensione durante la diretta.

Ho avuto ospiti da tutta l’Emilia-Romagna e ho realizzato servizi durante le Final Eight di Coppa Italia svolte a marzo in quel di Faenza, intervistando i principali esponenti nazionali del calcio a 5.

A nemmeno 20 anni mi sono ritrovato a condurre un programma televisivo e se mi fosse stato detto in quella sera d’agosto del 2015 avrei risposto con una sonora risata.

Il mio viaggio non si fermerà di certo qui, ho capito che questo mestiere, come la vita in sé, riserva continue sorprese, positive o negative che siano.

Capitano e continueranno a capitare i momenti dove sembra che qualcosa non vada e si possa migliorare o dove si pensa di non venir capiti, questi vanno conservati, ne va fatto tesoro, sono quelli da cui nascono i miglioramenti, i mattoncini da appoggiare sulla casa in costruzione

Sono partito dal segnare a mano i nomi dei calciatori della formazione del Viareggio e quest’anno grazie a CalcioNapoli24, quelli della formazione primavera al Torneo di Viareggio, ho seguito il Napoli, la squadra del mio cuore, in tre trasferte di Serie A. Un sogno avuto dal primo momento.

Devo ringraziare chi mi è stato dietro e per un po’ continuerà a starci. Non posso mancare di dire grazie alle Gazzette ed Aldo Grandi, i primi a credere in me incondizionatamente.

A chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo posso dire solo che è fondamentale la capacità di rialzarsi dopo un “NO”, un articolo non pubblicato o modificato, davanti a qualcuno che vi considera per meno di quanto voi pensiate di valere.

Per quanto possa valere ne resto fermamente convinto, non esiste il momento sbagliato per inseguire un sogno.


Questo articolo è stato letto volte.


il Panda


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