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Decreto dignità, scattano i divieti per il mondo dei giochi

lunedì, 9 settembre 2019, 10:39

Dal 14 luglio, il divieto di reclamizzare giochi è entrato in vigore a tutti gli effetti. La legge, già emanata un anno prima nel "Decreto Dignità", diventa ora operativa al termine di una proroga di dodici mesi per i contratti già stipulati prima del 14 luglio 2018. Un decreto che fu approvato dal consiglio dei ministri un anno fa, che prevedeva il blocco della pubblicità, ad eccezione della Lotteria Italia, come una delle misure fondamentali per contrastare un problema coma la Ludopatia, ovvero la dipendenza dal gioco d'azzardo.

Decreto dignità: scattano i divieti alle sponsorizzazioni

Il divieto non riguarda, ed esempio, solo la pubblicità nei vari mezzi di informazione, dalla carta stampata al web, ma coinvolge anche le sponsorizzazioni. Ed in tal senso, il mondo dello sport perderà delle preziose risorse fin qui introitate, dato l'elevato numero di player del settore che sponsorizzavano, soprattutto in ambito calcistico, un numero assai elevato di squadre. Uno stop che riguarda, oltretutto, anche i broker legalmente riconosciuti, ivi compresi quelli che garantiscono i migliori bonus casino per giocare in sicurezza, che hanno effettuato, negli ultimi anni, massicce campagne di sensibilizzazione sul tema del gioco sano e responsabile.

In parole povere, oltre al divieto di sponsorizzare clubs sportivi, non si potranno più inserire spot pubblicitari durante programmi televisivi e film, distribuire gadget legati a marchi del mondo dei giochi online, patrocinare eventi e manifestazioni, pubblicità redazionale e quella degli influencer. Gli operatori che violeranno queste norme verranno severamente puniti. Le multe comminate dall'Agcom, infatti, potranno essere pari al 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, e comunque di importo non inferiore ad €.50.000,00. I fondi raccolti, poi, confluiranno in un fondo appositamente creato per contrastare il gioco patologico.

Resta consentito, invece, effettuare servizi di comparazione quote, l'esposizione delle vincite, i servizi di indicizzazione web, le fiere destinate agli operatori del settore, gli spazi quote nei programmi tv o web sportivi, oltre che campagne di sensibilizzazione per giocare in modo sano e responsabile e quelle che mettono in guardia sui rischi relativi al gioco compulsivo. Il Decreto Dignità, inoltre, prevedeva che il governo effettuasse una riforma complessiva del mondo dei giochi, che, teoricamente, doveva entrare in vigore entro la fine di febbraio 2019. Ad oggi, però, non si segnalano novità in merito, complice anche la recente crisi di governo.

Giochi, aumentano quelli online, ma gli over 50 preferiscono i tradizionali

I riflessi di questa norma potrebbero impattare, immediatamente, sulle deficitarie casse dello Stato. In base ad un rapporto del MEF, il divieto di reclamizzare giochi dovrebbe far calare il volume della raccolta oltre il  5%, provocando una riduzione del gettito fiscale di 150 milioni circa, che l'Erario sarà costretto a recuperare in altri ambiti.

Il mondo dei giochi è cresciuto vertiginosamente in questi anni, grazie, in primis, all'opzione online, che detiene una fetta sempre più consistente del mondo del "gaming": in Italia, si stima che la quota dei giochi in rete sia superiore al 10%, ben lontana, ad esempio, dal 30% dell'Inghilterra. Ma il fenomeno è in netta ascesa. Ad accedere maggiormente ai giochi online sono gli uomini, grazie soprattutto all'esplosione del betting sportivo, ma sempre più persone del gentil sesso approcciano a questo mondo.

La fascia d'età che apprezza maggiormente questa opzione sono i giovani, gli Under 30, ovvero quella generazione che ha vissuto ed apprezzato, pienamente, la rivoluzione tecnologica degli ultimi vent'anni. La fetta più grossa del mercato, però, spetta ancora ai giochi storici del panorama nazionale, quelli per qui bisogna recarsi in tabaccheria o in una sala: "Lotteria Italia", "Lotto", "Gratta&Vinci", etc. Anche se in questo caso va fatto un distinguo sulle fasce d'età delle persone che vi accedono, che vede una netta prevalenza degli over 50 e un numero esiguo di utenti sotto i trent'anni.

 


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