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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Ricordo di Fabio Checchi, protagonista del Rione Vecchia Viareggio degli anni '70-90"

martedì, 3 settembre 2019, 08:59

di andrea vagli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo, scritto da Andrea Vagli, di Fabio Checchi che, fra la notte del 1 ed il 2 settembre, ci ha lasciato. Checchi era un instancabile volontario e protagonista della vita rionale della Vecchia Viareggio dagli anni '70 ai '90.

"Nella notte fra il 1° ed il 2 settembre se n’è andato in silenzio Fabio Checchi classe 1926 e primo di nove fratelli.

Fabio, faceva parte di quei Viareggini che si unirono a quel gruppo straordinario che fra gli anni settanta e gli anni novanta, realizzarono una pagina sbalorditiva della vita carnevalesca dei Rioni cittadini della nostra Viareggio.

Parlare di Fabio vuol dire ripercorrere la storia degli anni più vivi e fervidi della prima generazione del Rione “Vecchia Viareggio”, quel Rione sorto all’ombra della Torre Matilde e nato dall’onestà di Mameli Codecasa al quale si unirono poi  tutta una serie di amici e compagni d’avventura come Elios Lippi, Riccardo Biagini, Luciano Paladini, Antonio Bertolucci, Mario Barsanti, tante anime che purtroppo ci hanno lasciato e che è veramente difficile ricordare tutte. Voglio però nominate Luciano Polloni, l’amico di vita e anche di lavoro,  erano insieme, operai della vecchia Salov ai piedi del Cavalcavia.

Fu proprio Polloni che lo fece avvicinare al mondo del Carnevale e soprattutto al mondo polivalente di quel Rione che non solo costruiva il suo carro “sotto “ il Cavalcavia, ma il Rione della Festa in notturna del Giovedì Grasso, il Rione della tradizione, e quindi del Ciottorino, della Festa dell’Uva, della Marcia non competitiva ai piedi della Torre, e di tante altre iniziative.

Ai più, tutti questi nomi che ho menzionato, ormai non diranno più niente anche perché la memoria dei Viareggini se non coltivata ogni giorno, purtroppo e troppo spesso tende a dimenticarsi dei suo “figli”.

Ecco perché è importante e necessario rinfrescare la memoria, sicuramente l’opera di Checchi non la troveremo nei manuali del Carnevale oppure citata nei tanti articoli che ogni giorno appaiono sui nostri quotidiani e non solo.

Fabio ha donato tanto  del suo tempo dietro i “banchi da lavoro”:

a friggere un bombolone, oppure un “bischero dolce”, i veri protagonisti di quelle feste popolari ed al primo morso di ogni bimbo, quanti sorrisi “inzuccherati” riusciva a creare, sorrisi con che con quel filo bianco di zucchero intorno alle labbra sembrava quasi il sorriso di un pagliaccetto.

Dietro ad un “impastino”, quanti fogli ti ho visto “impastare” e passare al “postino”, ovvero al Paladini, abbarbicato su qualche ponteggio posticcio ed intento ad incartare qualche mascherone precedentemente modellato dall’amico Lippi.

Eri un uomo di sorprendente umorismo, celebre con gli amici del tempo la battuta che ad una cert’ora ti vedeva protagonista: ”Scusate ma devo andare via, sapete…. stasera ho la Rosi Bindi che mi viene a trovare!”

Sì, Fabio era uno di quei tanti e tanti volontari e purtroppo fino a ieri di quei troppi pochi superstiti di quella generazione, che fra una battuta e l’altra portava il sorriso e la spensieratezza, che senza stare alla ribalta dei riflettori e senza chiedere nulla in cambio, se non un sorriso, riusciva con la tua passione ad  essere parte di quella vitalità, goliardia, soprattutto “Onestà” con la O maiuscola  che hanno reso grandi  i Rioni della Viareggio che fu".


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