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Rubriche : lettere alla gazzetta

Lettera al sindaco che verrà: no alla 'Riminizzazione' della città, sì alla sua conservazione

martedì, 21 luglio 2020, 20:16

di Francesco Mottola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa sorta di appello rivolto da un lettore al futuro primo cittadino di Viareggio e, sia pure indirettamente, agli elettori potenziali che si recheranno a votare alle prossime amministrative di settembre:

Questa è una lettera aperta al sindaco che verrà eletto, e quindi a tutti gli elettori che si recheranno alle urne in un momento molto importante per lo sviluppo della città. La parola chiave sta proprio in quale “sviluppo” della città noi vogliamo?

Non è più una distinzione tra i normali meccanismi di destra e sinistra, ma adesso di valori, come salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, della mobilità e il modo in cui ci spostiamo, della qualità della vita in centro come in periferia, e dell’impiantistica sportiva non solo per l’attività agonistica, ma soprattutto per i nostri giovani, dell’accoglienza e dell’inclusione.

La nostra essendo una città turistica ha anche la possibilità di attrarre ospiti in una cornice internazionale che va dalle nostre spiagge, alle nostre ricchezze eno-gastronomiche, alla nostra cultura vedi Puccini e il liberty, al carnevale, alle pinete e a quello che offre la Versilia intera.

Allora il voto mai come questa volta sarà importantissimo per tutti noi per capire quale tipo di città vogliamo, e l’elettore dovrà essere consapevole attraverso il voto, del futuro della città che lasceremo ai nostri nipoti. I nostri avi hanno lasciato una città che in pochi km quadrati di territorio ha saputo esprimere le qualità di un borgo alle esigenze del cittadino, noi abbiamo permettetemi di dirlo negli anni rovinato questa magia costruendo in modo non organico, non rispettoso dell’ambiente pensando solo al profitto.

Non siamo ancora riusciti a decidere se dare priorità alla cantieristica o al turismo eco sostenibile, abbiamo costruito strade senza piste ciclabili, senza pensare ai pedoni e senza preoccuparci troppo dell’inquinamento. La nostra città si attraversa da sud a nord e da est a ovest in pochi minuti di bicicletta e anche tutta la Versilia è facilmente raggiungibile senza tanti sforzi con la mobilità elettrica del futuro, per cui occorre un ripensamento globale delle strade e del trasporto.

Quello che ritengo sbagliato è un approccio come negli anni passati con una “Riminizzazione” della costa in nome dello sviluppo, dell’aprire nuove strade e non della salvaguardia o della valorizzazione di quello esistente. Il mondo va verso una consapevolezza della salvaguardia e rispetto della natura per la stessa nostra sopravvivenza e noi andiamo verso la distruzione dei nostri parchi.

Bisogna andare a recuperare le zone della città ormai abbandonate se ne trovano in ogni quartiere, piuttosto che aggredire ancora il territorio, e sottrarre ancora suolo con tutti i danni che esso provoca. Il proliferare di liste civiche dimostra che i partiti tradizionali non riescono a recepire ormai gli interessi dei cittadini ma è anche vero che queste portano avanti interessi corporativi e rispondono a delle esigenze immediate e non ad una visione unitaria di futuro a lungo termine, ma uno spezzatino dei vari progetti e soprattutto non rispondono agli interessi di una collettività tutta, in una città dove esistono molte associazioni di categoria che non fanno sinergia.

Il fine magari è di migliorare, ma i mezzi per raggiungere lo scopo possono creare più danni alla qualità della vita dei cittadini. La crisi economica ha fatto saltare tutti i servizi alla città compresi gli impianti sportivi, non esiste una piscina in grado di soddisfare la richiesta sportiva agonistica e sociale, non esiste un impianto polivalente per le attività sportive come pallavolo, basket e pallamano, non esiste una pista di atletica leggera per le attività scolastiche e sportive oltre che della grande tradizione della città, siamo all’anno zero.

La beffa finale il fallimento della squadra di calcio nell’anno del centenario. Forse la città ha vissuto oltre le sue possibilità oppure i politici per ragioni di bottega non hanno saputo e voluto risolvere i problemi, se c’ è stata incompetenza non deve più succedere se c’ è stata malafede allora qualcuno dovrebbe anche pagare. 


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