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Rubriche : lettere alla gazzetta

L'appello dei presidenti di seggio: "Votare in sicurezza"

sabato, 29 agosto 2020, 16:17

di lettera firmata

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera firmata di alcuni presidenti di seggio in merito alle condizioni di lavoro ai seggi elettorali:

"Per domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020 sono stati convocati il referendum costituzionale e le elezioni suppletive per il Senato, le elezioni regionali di Valle d'Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia e le elezioni comunali in 957 comuni.

Presidenti di seggio di tutta Italia stanno da tempo segnalando le difficoltà e i rischi connessi all'organizzazione di tali consultazioni, con l'obiettivo di riuscire a lavorare e di far votare gli elettori in condizioni di sicurezza.

I Presidenti e gli altri componenti dei seggi elettorali sono infatti chiamati a svolgere una funzione di importanza fondamentale per l'esercizio del diritto di voto e quindi per la piena esplicazione del carattere democratico del nostro Paese.

Tale consapevolezza si evince dalla passione, dalla competenza e perseveranza dei Presidenti i quali negli anni – nonostante la progressiva diminuzione delle indennità ed il parallelo peggioramento delle condizioni di espletamento dell'incarico diventato sempre più gravoso – hanno continuato a svolgere con impegno e serietà l'incarico istituzionale ricevuto. 

Questa tornata elettorale si svolge in piena emergenza Covid-19.

I seggi elettorali saranno aperti per un totale di ben 24 ore. A Viareggio avremo anche le elezioni regionali e comunali, con tutte le variabili del voto disgiunto e dei voti di preferenza: si tratta di circa 40 ore di lavoro, se tutto va bene.

Oltre ai 6 componenti del seggio, nella sala della votazione potranno essere presenti fino a 22 delegati di lista per le comunali, oltre a quelli delle liste regionali e dei comitati per il referendum.

Si tratta di un affollamento che non sarebbe consentito in nessun negozio o ufficio pubblico.

Tra l'altro, qualche oscuro funzionario del ministero dell'Interno ha pure deciso di abbassare i compensi dei componenti dei seggi elettorali, che, in caso di accorpamento con le elezioni regionali o comunali, devono essere quelli previsti per le elezioni politiche (art. 1-bis del d.l. 26/2020) e non quelli ridotti previsti per il referendum.

In ogni caso, a testimonianza della serietà e della complessità della situazione, negli ultimi mesi il governo ha emanato ben due decreti-legge in merito allo svolgimento della consultazione, l'ultimo dei quali il 14 agosto, pubblicato nella Gazzetta ufficiale il giorno stesso, ovvero ben 4 giorni prima della nota del Tribunale di Lucca.

Il ministro dell'Interno ha già riferito sul punto in Parlamento e non è escluso che lo faccia anche la prossima settimana.

Il Tribunale di Lucca, in una nota del 18 agosto 2020, sembra invece voler ridurre tutto a una prova di forza, sostenendo che il "mero timore di contrarre il Covid-19" non rappresenti un "giustificato motivo" legittimante il rifiuto di assumere l'incarico di componente del seggio elettorale e rammentando che chi rinuncia all'incarico in mancanza di tale presupposto incorre in una multa "da 3.000 a 5.000 lire" (negli ultimi sessant'anni il valore della multa prevista dal testo unico 361/1957 è stato più volte aggiornato, fino a raggiungere l'attuale ben più temibile fascia da 309 a 516 euro).

Non è in corso nessuna fuga di presidenti di seggio dal fronte, ma soltanto un tentativo di dialogo con le istituzioni chiamate a garantire il regolare svolgimento delle elezioni.

È stata anche promossa una raccolta di firme su una petizione al parlamento, consultabile all'indirizzo:

https://secure.avaaz.org/community_petitions/it/camera_dei_deputati_commissione_affari_costituzion_condizioni_di_lavoro_ai_seggi_elettorali_consultazioni_del_20_e_21_settembre_2020/?zeHqlrb

La petizione espone il parere qualificato di chi è chiamato a prestare servizio ai seggi elettorali ed è perciò in grado di prevedere con una certa ragionevolezza alcune situazioni che potranno presentarsi.

Tra l'altro, in merito alla normativa applicabile ai doveri d'ufficio, non risulta che negli anni passati sia stato sanzionato qualcuno dei numerosi scrutatori che non si sono presentati ai seggi senza nemmeno rinunciare per tempo all'incarico.

Inoltre, il testo unico, all'articolo 35, prevede che i presidenti di seggio siano nominati tra i magistrati, gli avvocati dello stato e, occorrendo, tra gli impiegati civili a riposo, i funzionari appartenenti al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai e vice pretori onorari. 

Solo in mancanza di queste figure, il presidente della Corte d'appello dovrebbe nominare presidenti, secondo il proprio giudizio, i cittadini idonei all'ufficio.

Il presidente del seggio, poi, deve nominare un segretario scegliendolo a suo giudizio tra gli elettori del comune in possesso di diploma. Il segretario nominato è tenuto ad assumere l'ufficio alle stesse condizioni del presidente e degli scrutatori.

Potrebbero perciò essere nominati segretari, anche contro la propria volontà, non soltanto magistrati, avvocati dello stato e notai, ma anche qualunque altro cittadino.

La legge vale per tutti, ma chi può avere interesse ad avere un esercito di componenti di seggio spinti non dalla passione ma dal timore di sanzioni?"

Eugenio Biancalana, Max Bertoni, Annarita Chillosi, Emilio Colombo, Mina Cucurnia, Franco Falcini, Giuliano Giacomo Graziu

Presidenti di seggio con esperienza pluriennale


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