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Rubriche : lettere alla gazzetta

"Ricordando Osvaldo Pucci"

giovedì, 11 febbraio 2021, 16:49

di andrea vagli

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo di Osvaldo Pucci, volontario del Rione Vecchia Viareggio, ad un anno di distanza dalla sua scomparsa:

"Un anno importante si appresta a vivere il Comitato Rionale “ Vecchia Viareggio”.

Era il settembre del 1972, che un gruppo di carnevalari, capeggiati da quell’anima ribelle e gioiosa di Mameli Codecasa si riunirono all’Ombra della Torre Matilde, nei locali del Bar il Fattore, proprio fra il canale Burlamacca e Piazza Santa Maria, per dar vita al secondo rione Viareggino in successione di nascita dopo il clamoroso esordio della Darsena del 1971.

Quest’anno si festeggiano i 50 anni di vita di un Rione ormai parte integrante del tessuto storico della nostra città. In cinquant’anni decine e decine di volontari si sono alternati per dare il loro prezioso contributo alle più svariate manifestazioni nate fra il vecchio Cavalcavia e la Piazza di quel Vecchio Mercato. Difficile ricordare ogni amico e volontario, anche perché, non tutti ho avuto la fortuna di poter conoscere e vedere all’opera.

Esattamente un anno fa, uno di loro, Osvaldo Pucci è venuto a mancare sia all’affetto di una meravigliosa famiglia con la quale viveva all’unisono, ma anche all’affetto di tutti gli amici che lo hanno conosciuto e visto all’opera, proprio come volontario della nostra Città, ma soprattutto di questo Rione negli anni d’oro della sua nascita fino a tutti gli anni 2000.

Osvaldo si avvicinò alla Vecchia Viareggio già dalla fine degli anni 70, ma è con il 1980 che iniziò ad essere un tassello essenziale per la vita del rione. In quegli anni Pucci aveva un negozio di televisori in Piazza Manzoni, l’elettronica e l’impiantistica il suo mestiere, ma soprattutto una passione che riversò intermente a disposizione della “Vecchia”.

Parlandone con i “Maschietti”, ovvero i giovani degli anni 80, sono molti gli aneddoti che vengono alla mente, uno di loro, l’”Avvocato” ricorda come erano sempre indietro nel montaggio della festa Rionale, che allora si svolgeva il mercoledì e giovedì grasso, due giorni lavorativi. Ogni volta era un patema d’animo, perché non si pensava di riuscire a finire con i preparativi, quante volte si sentiva poi urlare dalle cucine “E’ tardi! Siamo in ritardo!”. A quel tempo non c’erano tante cavilli tecnici e quindi tutto si affidava alla disponibilità delle persone, ci si rivolgeva ad Osvaldo chiedendo come si sarebbe fatto a montare tutti quegli impianti in tempo per l’inizio della manifestazione e puntualmente ci si stupiva, ecco che alla sera della partenza qualcuno guardava in alto ed esclamava “E’ arrivata la luce … c’ha pensato Gommone”.

Gommone era il giocoso soprannome che Elios Lippi, presidente storico del Rione, aveva dato ad Osvaldo, cosa che avveniva puntualmente per ogni suo amico.

Elios, con il suo appellativo, voleva indicare la corporatura di Osvaldo, un “omone” da rispettare, tanto grande, quanto lo era il suo cuore. Lo si riconosceva anche per quella sua particolare “barbona” che a volte intimoriva e che poteva farlo sembrare schivo e riservato, ed infatti questa sua caratteristica poteva essere confermata durante le riunioni di consiglio del Rione, quando sovente aveva l’abitudine di rivolgersi agli altri componenti con il “Voi volete fare …. Voi pensate …. e così via” ma sotto, sotto, celava quella sua bontà d’animo, con la quale avrebbe messo a disposizione degli altri la propria casa se ce ne fosse stato bisogno. Quel “Voi” che Adolfo e Angiò mi hanno ricordato e che risultava così strano sentirselo dire, era un distinguo a sfottò fra il gruppo dei giovani “Maschietti”, ed il gruppo degli “Anziani” che non erano proprio tali, ma erano quelli che svolgevano la “manovalanza” sia della festa rionale che della costruzione del Carro e al quale Osvaldo si sentiva di far parte.

Quante volte parlando con Osvaldo mi ripeteva di quanto andasse orgoglioso dei suoi impianti montati sul carro firmato da Lippi del 1981 “Carnevale disc Jockey”, un carro centralizzato sul mondo della discoteca e sul quale aveva dato il meglio di se, installando le ultime tecnologie all’avanguardia in fatto di musica e diffusione del suono.

Un uomo che si prestava ad ogni occorrenza, dalla festa rionale alla fiera dei Ciottorini e dopo gli impianti, lo potevi trovare dietro ai fornelli a dare il suo contributo, fra un pentolone di penne agli scampi fino alla frittura dei “Bischeri” per la Fiera della S.S. Annunziata.
L’ultimo suo ricordo, lo lego ad un aneddoto che mi ha fatto risvegliare, l’amico “Angiò il barbiere”. Per chi si ricorda, il vecchio hangar della Vecchia Viareggio, questo sorgeva in Via della Catene all’angolo di Via S. S. Annunziata e che dal 1974 al 2004 ha visto nascere a suon di carta “impastata” i suoi carri. Questo piccolo Hangar, aveva una caratteristica, ovvero guardava il Vecchio Cavalcavia e a quel tempo, proprio di fronte vi erano tre splendidi pini che con le loro maestose chiome sembrava lo accarezzassero. Ogni anno, quando il colpo di cannone segnava la fine del corso mascherato, iniziava per noi della “Vecchia”, il lungo tragitto pieno di ostacoli, che ci avrebbe riportato in Via delle Catene.

Non era un tragitto facile, anche perché erano innumerevoli le macchine parcheggiate in divieto di sosta che ostacolavano i 5 metri di larghezza della nostra costruzione. Arrivati in Via della Foce, spesso e volentieri era proprio la nostra forza delle braccia, di tutti noi Maschietti e Anziani, “Insieme” che facevano da Carro attrezzi per spostare le vetture. Di fronte all’Hangar poi, in retromarcia, il nostro mitico trattorista “Il Biancalana” doveva sudare mille camice, a suon di manovre, per mettere il carro al suo interno. Spesso e volentieri era proprio Osvaldo che ad un certo punto prendeva in mano la situazione e lo si vedeva al comando sopra quel piccolo trattore che sembrava sfigurare a confronto della sua stazza e che con la sua caparbietà a suon di colpi di pedale, riusciva nell’impresa di schivare i nostri tre pini a guardia del vecchio “Baraccone”.

Quindi che dire se non, Ciao mitica “Luce” della Vecchia Viareggio.

Questo 11 febbraio sarà un anno dalla sua scomparsa. Chi volesse alle ore 18,00, nella chiesa di San Antonio a Viareggio, sarà celebrata una messa di suffragio per il nostro amico Osvaldo".


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