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Scritto da Manuela Orsini Merani
Forte dei Marmi
31 Marzo 2023

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Lo scultore Paolo Staccioli ci accoglie in anteprima al Fortino Leopoldo I, a Forte dei Marmi a pochi giorni dall'inaugurazione della sua personale “Plasmare le forme, bronzi e ceramiche” a cura di Michele Pierleoni, che si terrà sabato 1 aprile alle ore 17.

Come tutti gli artisti è restio a parlare di sé e della sua storia, ma le opere in esposizione non mancano di raccontare frammenti dei suoi ricordi d'infanzia e del suo vissuto. Il suo percorso artistico, inizia dopo aver fatto altri lavori, l'ultimo il vigile urbano, ma l'amore per l'arte lo porta a diventare un artista complesso e ricercato.

L'elemento dell'infanzia è una presenza costante nel suo fare arte c'è una motivazione?

C'è una foto classica, di quelle che si facevano a Firenze, su un cartoncino, dove c'è mio padre, era nato nel 1914, in quella foto aveva tre anni ed era su un cavallino a due ruote, insieme a sua madre seduta su una poltrona, alla sorella maggiore con una bambola e a quella più piccola in fasce. Questa foto mi è rimasta impressa nella memoria ed è sempre presente. Mio nonno si trovava al fronte per la guerra del 1915/18, quando poi arrivò l'epidemia della spagnola mia nonna morì. I ricordi sono legati alla figura di mio padre, così alto e imponente, un uomo esemplare per me, invece nelle opere dei guerrieri c'è un richiamo a quello che studiavo alle medie: la nostra civiltà che veniva dall'oriente, i popoli misteriosi come gli assiri e i babilonesi. Ho iniziato a lavorare a tredici anni in fabbrica e a venticinque anni sono diventato vigile a Firenze. La passione dell'arte c'era già e frequentando la zona degli antiquari, mi piaceva osservare le gallerie, i musei e ciò che facevano gli altri. Ecco la mia scuola è stato osservare il fare arte degli altri, per poi filtrarlo con la mia visione. Disegnavo e dipingevo giocattoli, bambole, per me fare arte è come un gioco, un bel gioco. Ho un ricordo di mia madre che a otto anni con una falce perse alcune dita della mano, volevano che diventasse monaca perché non poteva fasciare bambini, invece non si perse d'animo. Entrambi i miei genitori erano tenaci, erano persone che lavoravano tanto.”

Staccioli negli anni successivi ci racconta che con la scoperta della ceramica, avvenuta per casualità, attraverso questo materiale approda a un mondo immenso perché poteva lavorare sui colori, ottenendo risultati perlescenti e preziosi nelle varie gradazioni di oro, una tecnica antica, che da subito se ne innamorò, abbandonando, così la pittura.

Dalla pittura sui vasi è passato a fare le prime sculture, in seguito ha iniziato a utilizzare il bronzo, le termoceramiche per dare vita a opere di vario formato, seguendo tutte le fasi dal forno fino alla colorazione.

La ceramica è più fragile come materiale rispetto al bronzo, ma rispecchia prevalentemente il suo linguaggio artistico.

Chi è che ha scoperto il suo talento per primo, nel mondo dell'arte?

La prima mostra è stata anni fa a Firenze, ero un vigile, ma con trentadue anni di lavoro dal 56 iniziai a dedicarmi esclusivamente all'arte. Così incontrai Walter Bellini e lui mi organizzò una esposizione.”

Quali sono le opinioni più ricorrenti riferite al suo stile artistico?

Nella mia ricerca artistica alcuni dicono che vedono gli Etruschi, o l'artista Giacometti altri citano l'artista Folon, può darsi, perché sono riferimenti che mi piacciono, ma io faccio arte d'istinto, faccio quello che mi piace”.

La sua produzione artistica è al di fuori del tempo, per evadere dal quotidiano, ma al tempo stesso con le opere dei viaggiatori c'è un chiaro ritorno al contemporaneo, dove per l'artista la destinazione non ha nessun rilievo.

Sembra quasi che il suo implicito messaggio sia di non fermarsi, ma di continuare a esplorare il mondo con tutte le sue possibili bellezze.

Questi guerrieri ricorrenti con queste teste minute e i corpi così maestosi, ci vuole parlare di loro?

Non sono guerrieri che attaccano, ma sono sulla difensiva, non sono solo uomini, ma anche donne guerriere, coppie che si fronteggiano, forse si osservano, chissà. Ognuno si fa la sua storia, lascio l'interpretazione all'osservatore. Hanno solo lo scudo per proteggersi. In alcune di queste opere ho adoperato un blu, che è frequente nella mia produzione, insieme all'oro, mentre questo rosso rame- ci indica una scultura di un guerriero- l'ho ottenuto con il solfato di rame, quello che si adopera per le viti, pensate”

Un allestimento accattivante quello che è stato adoperato per la mostra a Forte Dei Marmi i carri dove sono state collocate alcune sculture sono stati disegnati dall'artista e realizzati con dei pancali da un artigiano. Un contrasto fra la semplicità dei supporti e la preziosità delle opere di Staccioli che mostra un notevole impatto all'interno delle sale espositive .

I vasi dipinti sono di venti anni fa e segnano il passaggio dalla pittura alla scultura, una parte del mio lavoro e un richiamo all'arte antica.” ci racconta l'artista.

Qual è il comune denominatore della sua arte?

Ceramica e bronzi. -risponde con mezzo sorriso Staccioli- Ma anche il viaggio nel tempo”.

In esposizione una scultura di un angelo con una palla in mano, cosa rappresenta il mondo, forse?

La palla rappresenta i nostri pesi. Quando eravamo ragazzi, ed eravamo figli di operai, contadini eravamo poveri, ma sempre contenti. Adesso invece è tutto cambiato, ora ognuno porta una palla, è un'allegoria.

Qual è il messaggio che vuole dare ai fruitori d'arte di Forte Dei Marmi?

A me piace stupire, qualcosa di nuovo c'è, la mia intenzione principale è l'effetto sorpresa, ecco quello che troverete. Provocare emozioni, ma ognuno deve farsi le sue considerazioni. Una volta in una mostra avevo esposto una scultura di bronzo e la stanza era piena di tante palle, volevo stupire, come faccio sempre.”

Con l'arte di Paolo Staccioli sembra di essere catapultati in un altro mondo, sospeso fra realtà e fantasia, fra i guerrieri di Capestrano, il dondolo con una coppia di adulti che si guardano trasognanti, una coppia di innamorati? L'artista ci risponde che forse un sentimento c'è, ma chissà, ci vuole lasciare sospesi.

Prossimi progetti?

Una mostra a Piombino al castello a primavera, e alcune gallerie mi chiedono delle opere per esporle, ma si vedrà l'anno prossimo”.

Ma se realizziamo un cattivo articolo ci fa la multa?

Non posso più, ma l'aspetto all'inaugurazione di sabato”.

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