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Scritto da Redazione
Politica
27 Febbraio 2024

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I docenti e il personale ATA dell'IC di Torre del Lago, associandosi alle prese di posizione pubbliche espresse da molte scuole in Toscana e in Italia, da DS della provincia di Lucca, da sindacati e organizzazioni e da personalità della cultura e del mondo accademico, esprimono solidarietà e vicinanza agli studenti, molti dei quali minorenni, che venerdi 23 febbraio sono stati repressi in modo brutale dalle forze dell'ordine, mentre manifestavano in modo pacifico per chiedere la fine dell'occupazione della Palestina e del massacro in corso da mesi a Gaza, per cui Israele è indagato per genocidio dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'ONU. Come mostrano i terribili video circolati ovunque e come riportato dai docenti dell'Istituto Russoli di Pisa, che hanno assistito impotenti a quanto stava accadendo davanti alla loro scuola, quel giorno oltre cento studenti, che volevano solo esprimere liberamente le loro opinioni nella manifestazione che avevano organizzato, sono stati caricati più volte con i manganelli dalla polizia che ha usato un'inaudita violenza su giovanissimi inermi, col risultato che numerosi studenti e studentesse, quasi tutti minorenni, hanno riportato ferite e sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Come docenti e persone che lavorano nella Scuola Pubblica, a contatto con studenti di tutte le età, siamo quotidianamente impegnati nell'educazione degli alunni ai valori della Costituzione Italiana che ha al centro il rispetto dei principi democratici, che prevedono la possibilità di manifestare ed esprimere le proprie opinioni, anche di dissenso. Per questo siamo profondamente indignati e preoccupati da quanto è successo a Pisa per il messaggio che viene dato ai nostri alunni sul ruolo che hanno le Istituzioni, che tramite le forze dell'ordine sarebbero tenute a garantire e non a limitare l'espressione democratica delle idee. Come stigmatizzato anche dal presidente della Repubblica Italiana, l'uso della forza e dei manganelli su giovanissimi che manifestano il loro dissenso non è accettabile in una Repubblica democratica.

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